Quando io ti incontrai volli essere uccello
e quando te ne andasti
nel chiuso mio silenzio dei pensieri
come ciliegio addormentato che sogna l’estate
desiderai diventare uragano
per scuotere il tuo sorriso immobile
e scioglierti la treccia sottile dei capelli.
E quando i capelli si sciolsero
e il tuo sorriso divenne sguardo
sognai di trasformarmi in fiore
per ornare la tua veste nel sonno.
Poi fui stretto dalla corona delle tue braccia
e mentre precipitavo nel vortice oscuro del tuo grembo
diventai albero in cerca di radici.
Molto più tardi
quando avevo già colto i petali della tua rosa
tu mi cantasti un canto come di morte
e io desiderai ritornare uccello
per andare più in alto e più lontano
e giungere al tuo domani prima di te.
Ma ormai non sapevo più volare
e rimasi vulcano addormentato
attendendo che la tua voce di desiderio
ritornasse a scavare in me fino alla fiamma
per risalire insieme fino alle stelle.
19.1.988