Non è nell’azzurro

che puoi ritrovare la luce

è troppo diffusa per essere intesa

dovunque presente

ugualmente vicina e lontana

fin troppo uniforme.



Non è nell’azzurro 

che puoi ritrovare la strada

non ci sono segnali

non c’è orientamento

né capo né coda

soltanto un remoto presente

che soffoca l’immaginazione.


Ma è nella penombra

quando sfuma il colore

e calano i grigi di nebbia

dove i suoni galleggiano lenti

che tu puoi riconoscere il segno

e così mentre tutto si spegne

e ritornano i passi di un bimbo

tu rivisiti le tue prime stanze

e scopri la porta sbarrata di un tempo

socchiusa da un raggio di luce

che ti invita ad entrare.
 



3 Gennaio 2003