E l’uomo dal viso stanco fissandola negli occhi le disse sottovoce:
Io amo te perché ciò mi avvicina maggiormente al tormento
e guardandoti vedo quello che vorrei essere e una volta fui.
Io amo te come gradino più alto sulla scala dell’impossibile
però vedo altre cose che non so ben distinguere.
Ma la donna non rispose
lei che aveva attraversato enormi distese di nebbia
talmente bianche da sembrare neve
e che grazie alla sua immaginazione aveva creduto valli
si limitò semplicemente a fissarlo
trafiggendolo con le sue certezze.
E l’uomo dal viso stanco e i capelli bianchi
immobile ma piacevolmente sorpreso
perché per il momento sembrava aver trovato un porto tranquillo
cominciò a chiedersi se davvero valesse la pena
ostinarsi a cercare qualcos’altro
al di fuori di quelle braccia forti e di quel viso senza rughe.
Per un po’ dentro di sé continuarono confusamente ad agitarsi giorni recenti di solitudine
e antiche certezze travolte dal divenire
ma alla fine con una voce a metà strada tra rantolo e vagito
sforzandosi di rimanere completamente avvolto nel tepore di lei
le disse solamente: ti prego non andare, vorrei ricominciare.
9 Dicembre 1993