E avevi ancora in faccia
il viso dei vent’anni
solo un po’ più sfocato
e forse anche più freddo
ma non ne sono certo
solo una sensazione
eri troppo distante
per poterlo sapere.
E avevi ancora in viso
la faccia dei vent’anni
solo un po’ meno mobile
e forse anche più triste
non ne sono sicuro
solo un dubbio sottile
eri troppo in penombra
per poterlo capire.
E avevi ancora addosso
l’odore dei vent’anni
la voglia di provare
la smania di cambiare
le stesse ostentazioni
forse meno decise
ma non potrei giurarci
adesso su due piedi.
E avevi ancora in mente
le stesse convinzioni
rinunziavi a capirmi
rinunziavi al tuo fuori
e mi mettevi addosso
la stessa ansia di sempre
di non aver compreso
la giusta dimensione.
Dopo tutti quegli anni
giorno dopo giorno
continuavi a colpirmi
eternamente giovane
ma eri troppo reale
per poter esser vera
distaccata da tutto
ormai solo chimera.
Confrontavo il tuo corpo
con i miei cinquant’anni
il tuo profilo agile
e i miei capelli bianchi
tu non eri vissuta
se non nei miei ricordi
ripiegata in me stesso
chiusa nei miei pensieri.
Eternamente giovane
eternamente inutile.
20 Ottobre 2002